Bollo auto 2027 – la guida completa
La tassa più odiata dagli italiani; Ecco il bollo auto spiegato dalla premier durante la conferenza stampa nella quale ne ha annunciato l’abolizione. Che però abolizione vera e propria non è.
Come ormai noto il 16/09/2026 il governo ha decretato l’abolizione dal pagamento del bollo auto 2027, ma più correttamente si deve parlare di esenzione dal pagamento del bollo auto in quanto il provvedimento al momento riguarda la sola annualità 2027.
Per quali veicoli è concessa l’esenzione?
L’esenzione riguarderà gli autoveicoli di piccola o media potenza regolarmente assicurati ed intestati a persona fisica, quindi non quelli intestati a società, escludendo quindi oltre ai veicoli intestati a società anche quelli di società di leasing e noleggio
Limite 80kw ed alimentazione benzina, gasolio, Ibrida, GPL e metano.
Autoveicoli alimentati a benzina, gasolio, anche in combinazione con altra fonte di propulsione, quindi GPL, metano ed ibride, di potenza pari o inferiore a 80kw/109cv, sono quindi esclusi dal provvedimento i veicoli elettrici.
Dove trovare i KW sul libretto?
Il modello attuale MC820D rilasciato dal 2017 per le nuove immatricolazioni è diviso in 4 riquadri, la potenza espressa in kW, è indicata nel riquadro 2 in alto a destra alla lettera P.2. Lo stesso vale per i modelli immediatamente precedenti, il TT820F e l’MC820F rilasciati dal 1999 al 2017. Nel modello ancora precedente, l’MC804, diviso in 6 riquadri, la potenza omologata del motore, sempre espressa in kW, era invece indicata nel riquadro 2 nella sezione Motore come pot. max. kW.

Per quanti veicoli è concessa l’agevolazione?
L’esenzione è riconosciuta per UN SOLO VEICOLO per persona, in caso il soggetto sia intestatario di più veicoli l’esenzione e concessa solo sul veicolo con la potenza più bassa. In caso di pari potenza, l’esenzione è applicata all’autovettura per la quale risulta dovuto, in assenza dell’agevolazione, l’importo meno elevato della tassa automobilistica in base alla normativa antinquinamento.
Valida anche per motocicli e ciclomotori
Tutti i proprietari di motocicli e ciclomotori saranno esentati dal bollo 2027, ma solo se non risultano intestatari di auto con potenza fino a 80 kW, ossia di un veicolo che gode già dell’agevolazione. Se la stessa persona fisica ha più motocicli agevolabili, l’esenzione è riconosciuta solo a quello con minore potenza espressa in kW. Anche nel caso delle due ruote, in caso di pari potenza l’esenzione è applicata a quello che pagherebbe il bollo di importo più basso in assenza di agevolazione. E se comunque risulteranno più mezzi agevolabili, l’esenzione sarà riconosciuta a quello più anziano.

Obiettivo: esenzione permanente
Durante la conferenza stampa con la quale la premier Meloni, i due vice Antonio Tajani e Matteo Salvini e il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti hanno illustrato il provvedimento, è stato annunciato l’intenzione di rendere strutturale il taglio del bollo per le auto meno potenti: “Pensiamo che questa misura, che nasce in una situazione emergenziale, diventi strutturale”. Per le annualità successive il governo confida nel far diventare “strutturale” la misura, ossia definitiva.
Entriamo nel dettaglio. Cosa stabilisce la norma:
Il testo del provvedimento approvato dal governo stabilisce che “l’esenzione si applica ai versamenti della tassa automobilistica il cui TERMINE ORDINARIO DI PAGAMENTO cade nel periodo compreso tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2027”.
Chi deve pagarlo ora o lo ha appena pagato?
Per chi ha appena pagato il bollo 2026-2027 nei termini previsti, per esempio a fine settembre per il periodo settembre 2026-agosto 2027, siccome il termine di pagamento era il 31 agosto 2026, l’esenzione non è prevista. Scatterà però con il pagamento in scadenza il 31 agosto 2027, pagabile entro il mese successivo di settembre. La stessa cosa riguarda chi deve pagare il bollo entro la fine dell’anno 2026, nessuna esenzione.
E chi ha la domiciliazione bancaria?
Per chi ha la domiciliazione bancaria del pagamento, attiva in alcune regioni, c’è effettivamente un problema: il decreto-legge che ha introdotto l’esenzione 2027 ne subordina l’applicazione alla regolarità della posizione assicurativa. La copertura assicurativa non è però un dato in possesso delle regioni, ma solo dello Stato. Dovrà essere quindi trovata una soluzione a questo problema per non penalizzare chi ha scelto questa modalità di pagamento.
Sarà necessaria apposita domanda?
Al momento non è dato sapere se la procedura di esenzione sarà automatica oppure dovrà essere effettuata un’apposita richiesta. Voci di corridoi parlano di procedura completamente automatica e di nessun limite di reddito. In ogni caso nei prossimi mesi verranno rese note le norme di attuazione del provvedimento, tra cui anche le modalità di fruizione dell’agevolazione.
Critiche dell’associazione delle case automobilistiche UNRAE e di Federconsumatori
Unrae manifesta dubbi sulla scarsa attenzione al tema delle emissioni di CO2. Con una soglia di 80 kW non collegata ad alcun parametro di emissioni o di anzianità del veicolo, il provvedimento risulterebbe quindi privo di qualsiasi valenza ambientale. La misura non sarebbe in grado di produrre un rinnovo del parco, né una maggiore rapidità della transizione energetica né un miglioramento della sicurezza stradale.
Per Federconsumatori, il Governo con una mano dà e con l’altra toglie. Mentre riduce, inspiegabilmente, il taglio sulle accise, per calmare gli animi degli automobilisti infuriati annuncia l’abolizione del bollo auto per le auto con potenza entro gli 80 kW dal 2027. E le Regioni già tuonano contro la misura, che danneggerà le loro casse e rischia di incidere su una serie di servizi pubblici il cui accesso è già fortemente compromesso e, in molti casi, più che critico, dalla sanità al diritto allo studio”
Paradosso, più inquino e più risparmio
Com’è noto il Italia la tariffa del bollo auto è legata alla normativa antinquinamento, più il veicolo è recente alias “meno” inquinante e meno paga, a parità di KW un veicolo da EURO 4 in su paga la tariffa più bassa, mentre un veicolo da EURO 3 fino ad EURO 0 pagano delle tariffe, con percentuali diverse per ogni categoria, fino alla tariffa più alta per i veicoli EURO 0. Di conseguenza il paradosso di questo provvedimento è che premia maggiormente, cui un importo esente maggiore, i titolari di veicoli maggiormente inquinanti EURO 0.
Veicoli ibridi, rientrano anche con potenze oltre gli 80kw
Il provvedimento, infatti, così come formulato apre le porte a un gran numero di auto che rientrano sì nel limite di potenza omologata di 80 kW a cui fa riferimento il decreto-legge, ma che nella realtà risultano di gran lunga più potenti. E’ il caso della maggior parte di veicoli ibridi che sui documenti vedono risultare solo la potenza nominale del motore termico, mentre nella realtà sono ben più potenti. Ad esempio le Toyota Yaris ed Aygo x hanno motore ibrido, potenza indicata sul libretto di 68kw, ma hanno una potenza reale di 85kw, e nonostante questo dato godono dell’agevolazione.
Veicoli elettrici, perché a loro non spetta?
La regola di base prevede che le auto elettriche non paghino alcun bollo auto per i primi cinque anni dalla data di prima immatricolazione. È un’agevolazione automatica, valida su tutto il territorio nazionale, pensata per accompagnare la diffusione della mobilità elettrica. Dal sesto anno in poi, la situazione cambia a seconda del luogo di residenza: nella maggior parte delle Regioni si passa a una tassa ridotta, pari al 25% della tariffa ordinaria calcolata in base alla potenza del motore. In alcune Regioni, però, il trattamento è più favorevole: Lombardia e Piemonte, ad esempio, mantengono l’esenzione totale dal bollo per le elettriche pure anche oltre il quinto anno, senza limiti di tempo. Mentre altre regioni le tassano normalmente dal sesto anno, con l’ulteriore paradosso che un veicolo di 6 anni a gasolio gode dell’agevolazione, mentre se elettrico no.
Pericolo doppia esenzione
Come già spiegato l’esenzione si applica ai versamenti della tassa automobilistica il cui termine ordinario di pagamento cade nel periodo compreso tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2027. Tuttavia, il primo bollo delle autovetture immatricolate entro gli ultimi 10 giorni del mese può essere effettuato entro il mese successivo, di conseguenza un veicolo immatricolato tra il 21 ed il 31 dicembre 2026 avrebbe come termine di pagamento gennaio 2027, rientrando quindi nell’agevolazione. Ma la normativa che disciplina i bolli stabilisce che il primo bollo deve adeguarsi alle scadenze classiche già in vigore non potendo superare i 12 mesi di validità del pagamento. Quindi tornando al caso del veicolo immatricolato a fine dicembre:
- Esso godrebbe dell’esenzione al primo pagamento da dicembre 2026 in quando il termine di pagamento è nel 2027
- Ma godrebbe anche dell’esenzione al secondo pagamento, dato che il primo bollo avrebbe come periodo tributario dicembre 2026-agosto 2027, in quando anche il termine del pagamento della seconda annualità cadrebbe nel 2027
Il governo è chiamato a modificare il decreto in modo da eliminare questa possibilità.
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